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Vigilanza Rai, Berlusconi vuole Barachini. Per Consulta accordo su Antonini

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Settimana bollente per il Parlamento: sul tavolo le commissioni di garanzia, i giudici di Consulta e Csm (di nomina parlamentare), così come il nuovo Cda della Rai, che vedrà la luce seguendo le regole dettate dalla riforma del governo di Matteo Renzi. Si parte mercoledì con le bicamerali convocate in mattinata per eleggere i presidenti.

L’accordo politico tra i gruppi è praticamente chiuso con la distribuzione dei presidenti tra i partiti di opposizione. A guidare il Copasir, la commissione di garanzia sui servizi segreti, sembra ormai certo il nome di Lorenzo Guerini, deputato del Partito democratico molto vicino all’ex premier. Forza Italia avrebbe messo invece il cappello sulla Vigilanza Rai e in pole, confermano rumors di palazzo, c’è ancora Maurizio Gasparri, anche se Alberto Barachini, eletto senatore e punto di riferimento per la comunicazione di Silvio Berlusconi, non è ancora uscito completamente di scena. A sponsorizzare l’ex giornalista di Mediaset è lo stesso leader azzurro, oltre a Licia Ronzulli, fedelissima del Cav. Proseguirebbe così il rinnovamento del partito, iniziato con la nomina di Antonio Tajani. La candidatura di Barachini, inoltre, potrebbe essere apprezzata anche dal Movimento 5 Stelle (che invece ha più volte espresso la contrarietà verso il senatore Gasparri, autore dell’omonima legge sul sistema radiotelevisivo e Rai).

Sistemate anche le giunte di Camera e Senato. A Fratelli d’Italia, dovrebbe andare quella per le Autorizzazioni della Camera, mentre l’organismo parlamentare dedicato alle elezioni se lo contendono LeU e Pd. A Palazzo Madama invece per la presidenza della Giunta, unificata sotto la guida di Pietro Grasso, dovrebbe andare a Forza Italia, il nome potrebbe essere quello di Lucio Malan. Nella stessa giornata di mercoledì si deciderà inoltre il futuro del Cda della Rai, con la Camera e il Senato chiamate a votare due componenti a testa, mentre per completare la squadra sarà il Tesoro a nominare altre due membri in contemporanea con i dipendenti di viale Mazzini che ne sceglieranno uno. In questa partita a fare incetta sarà il governo giallo-verde, con il Nazareno che dovrebbe rimanere fuori dai giochi, mentre Forza Italia dovrebbe accaparrarsi una casella nel consiglio di amministrazione. Il Movimento 5 Stelle farà invece scegliere ai suoi iscritti chi mandare nel Cda attraverso una votazione su Rousseau che si terrà martedì, dalle 10 alle 19, e si potrà scegliere tra 5 nomi selezionati esprimendo una sola preferenza. I candidati sono: Paolo Cellini, Beatrice Coletti, Paolo Favale, Claudia Mazzola ed Enrico Ventrice.

Accordi politici su cui è doveroso imporre in condizionale, rilevano i ben informati, che non escludono infatti ‘giravolte’ o cambi di direzione, anche in presenza di una stretta di mano tra onorevoli. Per questo la partita che si giocherà il giorno seguente, giovedì, ancora presenta alcune ombre, anche in presenza di un nome che potrebbe raccogliere un vasto numero di consensi. Alle 14.30 il Parlamento si riunirà in seduta comune per eleggere gli otto giudici del Csm (siamo al primo scrutinio con il quorum dei due terzi dei componenti) e uno per la Consulta (quarto scrutinio con quorum dei tre quinti dei componenti). Per quest’ultima casella, vuota dal novembre 2016, potrebbe esserci l’accordo su Luca Antonini, costituzionalista e professore a Padova, nome avanzato dalla Lega in quota centrodestra d’intesa con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Antonini, confermano fonti parlamentari, potrebbe essere votato anche dal Partito democratico, a patto che vengano rispettati però gli accordi politici sulle presidenze delle commissioni di garanzia. Insomma ‘pagare moneta vedere cammello…’. E qui scatta l’obbligo del condizionale.
 

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