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Vaccini, Grillo ai presidi: “Avanti con autocertificazione poi obbligo flessibile”

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Il giorno dopo la presa di posizione dei presidi contro l’autocertificazione, la ministra della Salute Giulia Grilllo torna sul tema definendo la polemica sui vaccini “surreale” e “l’ennesimo attacco politico contro di me”.

Grillo ha ricordato che “l’autocertificazione è un atto del governo precedente” e che la circolare firmata con il ministro dell’Istruzione Bussetti riprende l’autocertificazione usata nel 2017. “Noi abbiamo semplicemente deciso di continuare ad usare lo strumento dell’autocertificazione nel 2018 perché il ministro Lorenzin non ha fatto l’anagrafe vaccinale nazionale e non volevano caricare cittadino di un onere ulteriore”. E sottolinea: “Autocertificazione significa comunque certificare il vero e non il falso altrimenti ti becchi sei mesi di carcere“.

La ministra non ha quindi intenzione di fare un passo indietro, nonostante i dirigenti scolastici abbiano chiuso le porte di nidi e materne ai bimbi con la sola autocertificazione vaccinale, ritenendo anche infattibile la divisione in classi differenziali, ovvero aule composte da bambini con le coperture dove inserire quelli che non si sono potuti vaccinare per patologie o perché immunodepressi.

Proprio su questo tema torna ancora Grillo: “Fino al 2016 non se lo poneva nessuno. Noi ce lo poniamo e faremo delle valutazioni per individuare delle modalità di protezione”. La titolare della Sanità parla dei cosiddetti ‘no vax’ come di un “numero piccolissimo” di persone minore al 5% dell’immunità di gregge. “Decidere di non vaccinarsi in maniera ideologica è sbagliato non solo perché c’è una responsabilità individuale ma anche collettiva”, conclude. 

La ministra ha poi annunciato una grande campagna di sensibilizzazione sui vaccini a partire da settembre e una proprosta di legge per avere misure più flessibili sull’obbligo: “Spingeremo per il metodo della raccomandazione che è quello che noi prediligiamo dal punto di vista politico ma con delle misure flessibili di obbligo sui territori e quindi anche nelle Regioni e nei comuni dove ci sono tassi più bassi di copertura vaccinale o emergenze epidemiche“.

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