Salvini: “Accordo Ue? Notizie finalmente positive, ma adesso vogliamo i fatti. Pronta circolare per chiudere porti”

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L’accordo di Bruxelles sembra piacere anche a Matteo Salvini. “Io ho messaggiato stamattina con il presidente del Consiglio. A Bruxelles qualcuno si è accorto di noi sul fronte della sicurezza e dell’immigrazione. Mi sembra che si sia portato a casa il 70% di quello che si è richiesto”, afferma il vicepremier e ministro dell’Interno al Festival del lavoro 2018, al MiCo di Milano. “Le notizie che ci arrivano sono finalmente positive. Finalmente ieri sono gli altri che hanno discusso un documento italiano, gli altri sono a rimorchio del governo italiano”. “Adesso vogliamo vedere i numeri, i soldi, i fatti concreti“, sottolinea.

Salvini ci tiene a precisare che “gli unici centri che stiamo aprendo sono quelli per i rimpatri, almeno uno in ogni regione. Non faremo nuovi centri di accoglienza in Italia“. “Stiamo facendo di tutto, siamo gli unici che stiamo lavorando per aprire centri per i rimpatri, in Lombardia, Toscana, Calabria, almeno uno per regione, che ospitino per qualche tempo i clandestini in attesa di espulsione. Nuovi centri di accoglienza non ne faremo. Anzi, stiamo lavorando per tagliare i costi esosi e scendere dai famosi 35 euro al giorno su cui sta lucrando una quantità di finte cooperative impressionante”.

E annuncia la chiusura dei porti: “Ho sentito il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli: anche noi emaneremo una circolare che chiude i porti non solo allo sbarco ma anche alle attività di rifornimento alle navi Ong, che sono indesiderate in Italia”. “Le navi straniere finanziate in maniera occulta da potenze straniere in Italia non toccano terra”, sottolinea il vicepremier.

Incentrata sull’accordo anche l’intervista a Circo Massimo su Radio Capital, in cui inizialmente Salvini aveva espresso qualche dubbio. “Non fidandomi delle parole, ma dei fatti”, ha detto il ministro, “voglio vedere in concreto cosa si fa”. “Il principio fondamentale era e continua a essere la protezione delle frontiere esterne, l’impegno a non lasciare sola l’Italia e fare investimenti veri in Africa, non solo qualche spiccio. L’unico modo per bloccare l’esodo è permettere a quelle ragazze e a quei ragazzi di avere un futuro nelle loro città”. Poi la conclusione: “Vorrei che finisse l’ipocrisia per cui si dice ‘viva l’Europa’ e poi paga l’Italia”.

Economia e tasse. Al Festival del lavoro Salvini tocca poi i temi economici. “Non ci sarà nessuna forma di patrimoniale e nessuna forma di tassazione dei risparmi, perché sono stati già tassati. Con meno burocrazia e meno tasse l’Italia è il Paese migliore per investire in Italia”, assicura il ministro.

Il nostro, sottolinea, è un Paese sicuro dal punto di vista economico e ha un livello di risparmio privato fra i più alti al mondo”.

Sulla flat tax, poi, il vicepremier ha già obiettivi e orizzonti temporali: “Mi piacerebbe dare entro il 2018 un primo risultato concreto per il privato e le professioni, per poi dedicarci alle famiglie”. “Non posso fare tutto in un quarto d’ora – prosegue – ma il contratto di governo non deve restare un libro dei sogni, pian piano, mese per mese voglio applicarlo. Detto questo, da ministro dell’Interno spero si stronchi il traffico di esseri umani quest’estate”.

Sempre parlando di economia e lavoro, Salvini allarga lo sguardo verso l’Europa: Nei prossimi mesi “ci sono dei passaggi delicati. Un errore dei governi passati è stato scegliere ruoli non primari in Commissione europea. Dovremmo chiedere un ruolo non per gli Affari esteri ma per l’Economia, perché l’emergenza è il lavoro, qualcosa che arrivi direttamente nei nostri uffici, nelle nostre fabbriche e nei nostri negozi”.

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