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Radio Radicale, interviene l’Agcom: “Il governo proroghi la concessione”

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L’Agcom interviene sul caso di Radio Radicale chiedendo al governo di prorogare la convezione alla storica emittente. L’Autorità ha inviato una segnalazione urgente all’esecutivo “intesa a formulare alcune osservazioni e proposte di intervento in materia di affidamento di una rete radiofonica dedicata ai lavori parlamentari, nonché all’identificazione di un servizio media radiofonico e multimediale destinato all’informazione istituzionale con finalità di interesse generale”. L’Autorità ha inoltre auspicato, nelle more di una complessiva e non più rinviabile riforma della materia, “che al fine di assicurare la continuità di un servizio di interesse generale, il governo possa prorogare l’attuale convenzione, quanto meno fino al completamento della definizione dei criteri e delle procedure di assegnazione”, si legge in una nota.

Immediato il sostegno di Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, che dichiara: “Il valore della nota Agcom è importantissimo perché l’Autorità trae le sue origini dalla tutela dell’articolo 21 della Costituzione e dalla necessità di salvaguardare il pluralismo delle voci. Questa presa di posizione è autorevolissima”.

“Non credo – prosegue Giulietti – si possa aggirare questo parere molto chiaro” che “chiede quantomeno che la voce di Radio Radicale possa sopravvivere fino a quando non sarà operata la riforma, ma sarebbe troppo poco così. Io interpreto questo parere nel senso che debba essere salvaguardata la voce di Radio Radicale perché punto essenziale nella salvaguardia di un panorama delle differenze e delle diversità e credo si possa estendere anche agli altri giornali che la decisione del governo rischia di oscurare e colpire e imbavagliare. Mi pare dunque una presa di posizione a sostegno delle battaglie di questi giorni. E il governo non potrà fare finta di nulla. Chiunque abbia a cuore lo sorti di Radio Radicale da oggi ha in mano una carta pesantissima da utilizzare nel dibattito politico, culturale e civile”.

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