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pensioni invalidità doppie al sud

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In Italia le pensioni di invalidità calano, ma al Sud sono quasi il triplo rispetto al Nord. E’ il dato che emerge dall’annuale rendiconto sociale Inps, secondo cui nel 2017 le pensioni di invalidità erano 932.289, con un calo del 3,3% rispetto al 2016, ovvero 32.021 unità in meno.

Lo squilibrio è ben evidente se si fa una paragone con la popolazione residente: per ogni 100 abitanti la percentuale è del 2,4 al Nord, del 3,2 nel Centro e del 6,7 nel Sud e Isole. Le differenze fra le varie parti d’Italia sono ben visibili anche analizzando i dati del Reddito di Inclusione. Le domande presentate al 30 settembre 2018 sono state 787.982mila, poco meno del 50% dei nuclei stimati dall’Istat in situazione di povertà assoluta. Ne sono state accolte 375.799mila pari al 47,7% del totale. Il 67,1% delle domande accolte, ovvero 252.269 mila, sono state presentate al Sud. Al Centro sono state 53.042 mila, ovvero il 14,1%, e al Nord 70.488 pari al 18,7%.

Diseguaglianza netta anche nel rapporto fra le pensioni di vecchiaia statali e quelle dei dipendenti privati. L’importo medio mensile lordo nel 2017 è stato di 1.170 euro per gli uomini e di 858 euro per le donne tra gli ex dipendenti privati, mentre tra gli ex dipendenti pubblici è stato di 2.456 euro per gli uomini e di 1.748 euro per le donne. Per i pensionati autonomi, invece, l’importo è stato pari a 858 euro per gli uomini e 629 per le donne.

E’ boom invece per quanto riguarda il bonus bebè. Nel corso dello scorso anno ne hanno beneficiato in oltre 714mila con un aumento del 57% rispetto all’anno precedente. Fino a giugno 2018 sono giunte all’Inps 96.784 mila domande del bonus asilo nido e ne sono state accolte 58.690 mila.

In generale tra il 2012 ed il 2017 il numero totale delle pensioni previdenziali sceso del 3,9% passando da 17.224,961 milioni a 16.560,776 (664.185 mila in meno). Un calo concentrato soprattutto sugli ex lavoratori dipendenti privati ed autonomi, che diminuiscono rispettivamente di 601.391mila e 165.420mila pensioni. Sono invece aumentate quelle degli ex lavoratori dipendenti pubblici di 54.671 e parasubordinati di 21.240.

Nel suo discorso il presidente del Civ, Guglielmo Loy, ha sottolineato due punti chiave per l’Istituto, a partire dalla mancanza di personale. “Serve invertire la tendenza con nuove assunzioni che consentano un indispensabile ricambio generazionale”, le sue parole. Infine una sottolineatura sulle prerogative dell’Istituto che “non deve essere considerato come mero destinatario passivo esecutore materiale di disposizioni normative ma quale strumento intelligente pensante e meritevole di un adeguato coinvolgimento”. Parole condivise anche dal presidente Tito Boeri che ha voluto mettere l’accento sul “forte richiamo all autonomia dell’istituto che e’ un valore fondamentale ed alla visione di lungo periodo che va oltre gli aspetti spesso angusti della politica”. 

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