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Moto Gp, ad Austin cade Marquez, ma Rins batte Valentino Rossi per la vittoria

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Ad Austin cade il regno, anzi la tirannia, di sua maestà Marc Marquez. A spuntarla nel rodeo texano, valido come terzo appuntamento del Motomondiale e dove lo strafavorito spagnolo dal 2013 aveva collezionato solo trionfi, è un suo connazionale, Alex Rins. Il campione del mondo in carica, scattato dalla pole, ha visto la sua gara finire intorno al nono giro, quando era in testa e già in fuga a 3’8″: fatale una scivolata alla curva 12, presa con troppa velocità. Marquez ha provato a far ripartire la Honda, invano. Ritiro clamoroso, pesante ‘zero’ in classifica e via libera ai due duellanti per il gradino più alto del podio del Circuit of the Americas: Valentino Rossi, che prendeva il comando e il suo diretto inseguitore, Rins.

Weekend indimenticabile e primo trionfo nella classe regina per il 23enne catalano di una rigenerata Suzuki, che nella lotta testa a testa con l’esperto numero 46 ha dimostrato di averne di più e dimostrato di poter dare parecchio fastidio ai big di classifica. “Sono felice, non ho parole, ringrazio i tifosi che sono stati incredibili”, ha commentato Rins al traguardo. “Grazie alla Suzuki che ha fatto un lavoro straordinario, la moto è splendida. Mi sono sentito benissimo. E’ incredibile, Valentino era il mio idolo da ragazzo…”. L’eterno ‘Dottore’ ha subito, complice un errore all’entrata in curva e il degrado della gomma anteriore, il sorpasso dalla Suzuki a quattro giri dal termine ma firma nel complesso una prestazione maiuscola, alla faccia della carta d’identità: l’appuntamento con il sospirato ritorno alla vittoria che manca da Assen 2017 è ancora rimandato, ma conquista il secondo podio consecutivo dopo quello in Argentina. A dimostrazione che per la lotta al titolo Rossi c’è eccome. “Quando ho visto la caduta di Marquez, ho detto ‘magari ce lo faccio…’. Ho spinto al massimo, ma Rins era velocissimo, ha guidato meglio”, il commento di Valentino. “Peccato, è tanto che non vinco, ma ci siamo, siamo forti. Ci riproveremo”.

Terzo posto per l’australiano Jack Miller con la Ducati del Pramac Racing davanti alla Ducati ufficiale di Andrea Dovizioso, autore di una gara saggia che lo ha portato a rimontare dal 13° posto con cui era scattato in griglia. E proprio il forlivese (54) guida ora la classifica con tre punti di vantaggio su Rossi. Marquez insegue a 45, dietro Rins (49). Buone notizie per i colori italiani anche da Franco Morbidelli (Petronas Yamaha), sesto e Danilo Petrucci (Ducati), settimo. Nella top ten anche Francesco Bagnaia con la seconda Ducati Pramac, mentre chiude undicesimo Maverick Vinales sulla Yamaha ufficiale: lo spagnolo ha dovuto scontare un ride trought per partenza anticipata.

Domenica da sogno per una Suzuki che non trionfava dal 2016, proprio con Vinales, domenica invece da incubo per la Honda che oltre al ko di Marquez vede il ritiro di Cal Crutchlow per una caduta e la bandiera bianca alzata da Jorge Lorenzo per un problema tecnico. Classifica cortissima con quattro piloti di case diverse in pochi punti, la gara per il titolo si accende: prossima tappa in Europa, a Jerez de la Frontera, il 5 maggio.

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