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Morte Mariam, ipotesi malasanità: Nottingham indaga anche su medici

Foto AP-LaPresse - Tutti i diritti riservati

Potrebbe esserci un colpo di scena nella vicenda della morte di Mariam Moustafa: la giovane, deceduta dopo l’aggressione subita da un gruppo di bulle, a Nottingham, in Inghilterra, potrebbe esser stata vittima anche di un caso di malasanità inglese

 Mariam, nata in Italia 18 anni fa e di origini egiziane, soffriva di una patologia cardiaca per la quale era stata curata a Roma, presso l’ospedale Bambino Gesù. In Inghilterra, dove si era trasferita quattro anni fa con la famiglia, Mariam avrebbe dovuto continuare ad esser tenuta sotto controllo, ma la ragazza, in un video postato sui social, già prima dell’aggressione denunciava di non ricevere cure e medicinali adeguati. Inoltre, proprio sul fronte sanitario, qualcosa durante il ricovero, seguito al pestaggio del 20 febbraio, non sarebbe andato come doveva. Per questo i familiari da una parte accusano le bulle che più volte avrebbero picchiato la ragazza, dall’altra lasciano trapelare pesanti dubbi su presunti gravi errori dei medici.

La procura di Roma ha acquisito le cartelle cliniche relative al periodo di cura cui era stata sottoposta Mariam presso l’ospedale Bambin Gesù. Le carte verranno mandate agli inquirenti di Nottingham, che a loro volta invieranno a piazzale Clodio la documentazione sanitaria inglese sulla giovane. Questo aiuterà a capire se ci sia stato un errore dei medici diventato fatale per la ragazza che era affetta da tromboembolia venosa. Intanto proseguono le indagini per arrivare ai responsabili del pestaggio, per il quale è finita in ospedale: da Mediaset, i pm Sergio Colaiocco e Tiziana Cugini, responsabili del fascicolo, hanno acquisito tutto il girato della trasmissione Le Iene nella quale sono stati intervistati alcuni testimoni.

Mariam è morta mercoledì scorso dopo tre settimane di coma: era stata presa a calci e pugni, mentre viaggiava su un autobus, da una gang tutta al femminile che, secondo quanto detto dai familiari, da tempo la tormentava. La polizia inglese conferma l’aggressione ed è al lavoro per identificare tutte le responsabili. La diciottenne, nata in Italia e cresciuta a Ostia, si era trasferita in Inghilterra con la famiglia quattro anni fa.

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