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Migrante muore al confine tra Francia e Italia. La sorella: “Non mi fanno vedere il corpo”

Foto AP-LaPresse - Tutti i diritti riservati

“Sono andata al confine francese perché volevo vedere il cadavere di mia sorella che hanno ritrovato, ma la polizia francese me l’ha impedito, dicendo che non avevo i documenti validi per entrare nel Paese”. A raccontarlo a LaPresse è la sorella della ragazza nigeriana alla quale si ipotizza appartenga il corpo senza vita trovato il 9 maggio in Francia nei pressi della diga di Saint-Martin-de-Queyrières, a circa 10 chilometri da Briançon. “Mi hanno chiesto un campione di Dna per compararlo con quello di mia sorella. So per certo che è mia sorella perché mi occupo di lei da quando era una bambina. È lei perché hanno trovato i documenti con scritto Blessing Mathew nella sua borsa nera”, dice ancora la sorella della giovane nigeriana. Lei vive da anni in Italia, con regolare permesso di soggiorno, che non è però valido per l’espatrio: saputo dell’accaduto, è partita per Claviere, dove LaPresse l’ha incontrata.

Ufficialmente la donna trovata senza vita non è stata identificata, ma l’associazione Tous Migrants, sulla base delle testimonianze che ha raccolto, sostiene che si tratti appunto di Blessing Mathew, 21 anni, nigeriana. L’organizzazione, un movimento di cittadini di Briançon che si occupa di attività di sensibilizzazione sul dramma umanitario dei migranti in Europa e che offre loro assistenza in quota, denuncia che la giovane è stata inseguita dalla polizia il 7 maggio intorno alle 5 del mattino dopo avere passato la frontiera con l’Italia. Il controllo della polizia sarebbe scattato a La Vachette, frazione del Comune di Val-des-Prés, una località a circa 1.400 metri di altezza, proprio sotto il Monginevro, la montagna alla frontiera con l’Italia che costituisce uno dei punti di passaggio dei migranti che provano a entrare in Francia. Il corpo è stato poi trovato due giorni dopo, il 9 maggio, più a valle, in una diga nel fiume Durance.

La sorella di Blessing Mathew non ha dubbi che il corpo sia proprio il suo: ha chiesto di poterlo vedere per tentare il riconoscimento, ma denuncia che la polizia francese gliel’ha negato. “Tutto quello che chiedo è di vedere il corpo di mia sorella per riconoscerlo e fare tutto quello che è necessario per seppellirla. Ho chiesto di vedere il corpo ma mi hanno detto di no perché è irriconoscibile, come se fosse stato in una lavatrice, per questo è necessaria la prova del Dna”, afferma ai microfoni di LaPresse. “Mi hanno detto che non posso vederla e che bisogna aspettare il test del Dna. Dopo di che tra 15 giorni dovrò tornare e decidere se seppellirla in Nigeria o in Italia, ma in Nigeria non posso mandarla, perché se mia madre vedesse il cadavere si ammalerebbe e dallo shock potrebbe morire”, conclude.
 

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