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Maryland, sparatoria in redazione: il killer era in causa con il giornale

Foto AP-LaPresse - Tutti i diritti riservati

Un attacco mirato. Così la polizia descrive l’assalto alla redazione della Capital Gazette di Annapolis, in Maryland, dove un uomo armato di fucile e granate fumogene ha fatto irruzione uccidendo 5 persone e ferendone almeno due. Si tratta di Jarrod Ramos, un 38enne bianco residente nello Stato, a Laurel, che avrebbe avuto un contenzioso con il giornale per un articolo pubblicato nel 2011. La polizia sta cercando di far luce sul movente, e ha spiegato che ci sono state minacce alla Gazette attraverso i social media. Ramos, secondo quanto raccontato dai redattori anche via Twitter durante l’assalto, ha sparato attraverso la porta di vetro verso la redazione e ha aperto il fuoco su più impiegati. Sono morti quattro giornalisti e l’addetta alle vendite del giornale.

Il presidente Donald Trump, che è stato ai ferri corti con gran parte dei media da quando è entrato in carica, ha twittato un messaggio di cordoglio. “I miei pensieri e le mie preghiere sono con le vittime e le loro famiglie. Grazie a tutti i soccorritori”, si è limitato a scrivere. “Un attacco violento a giornalisti innocenti che fanno il loro lavoro è un attacco a tutti gli americani”, ha invece twittato la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders.

Quello della Capital Gazette di Annapolis è uno dei più duri attacchi ai media dopo quello al settimanale satirico francese Charlie Hebdo del 2015. Negli Stati Uniti l’episodio riporta alla ribalta l’annosa questione della diffusione delle armi da fuoco: gli americani ne possiedono il 40 percento di quelle mondiali, nonostante rappresentino solo il 4 percento della popolazione. Dopo le recenti sparatorie nel liceo di Parkland, in Florida, a febbraio, con la morte di 17 persone, e in una scuola superiore del Texas a maggio, dove sono morti in 10, i sostenitori di leggi più severe sulle armi hanno intensificato i loro sforzi, anche se i risultati per ora sono stati modesti.
 

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