M5s, il certificato di Toninelli sui rimborsi: “E ora querelo”

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“Verifiche su di me? Non lo so, spero che stiano verificando tutti”. Danilo Toninelli, parlamentare M5S, commenta ai microfoni di ‘6 su Radio 1’ la notizia secondo cui sarebbe coinvolto anche il suo nome nella vicenda del buco dei rimborsi nel fondo per il microcredito. “Io ho restituito metà del mio stipendio dal marzo del 2013 ad oggi fino all’ultimo centesimo e ne sono felice – ha spiegato Toninelli – chi oggi ci attacca sparlando, dicendo cose come ‘rimborsopoli’, si dovrebbe vergognare perché per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana non solo un partito politico non spolpa le tasche degli italiani, ma rifiuta 42 milioni di euro di rimborsi pubblici che ci spettavano e restituisce metà dello stipendio. Stiamo verificando perché non potevamo farlo prima”.

Toninelli ha poi pubblicato su Facebook un documento in cui si certifica la regolarità dei suoi rimborsi: “Questa è la verifica contabile del mio consulente del lavoro. Come era ovvio, le cifre da me bonificate al fondo per il microcredito sono regolari e corrette al centesimo. Chiunque abbia osato od oserà abbinare il mio nome a presunte irregolarità nella donazione della metà del mio stipendio, verrà querelato. Il MoVimento 5 Stelle è l’unica forza politica che dona volontariamente ai cittadini quanto le spetta secondo la legge, e sono fiero di farne parte! Non esiste al mondo un altro soggetto politico che abbia donato oltre 20 milioni di euro permettendo a centinaia di piccole imprese italiane di poter nascere!”.

“Il fondo per il microcredito che noi siamo riusciti a far aprire dormendo due notti fuori dal ministero dell’Economia non è un fondo del M5S, è un conto corrente dello Stato a cui abbiamo fatto accesso in questi giorni dopo le notizie che sono uscite e stiamo verificando – ha continuato il parlamentare M5S – Il fatto scandaloso è che le sanguisuga dei vecchi partiti ci stanno attaccando e stanno abbinando il pensiero che siamo persone non oneste per non aver restituito magari 100-200mila euro di soldi che erano nostri. Il conto corrente del microcredito è un conto dello Stato; noi carichiamo l’estratto del bonifico del conto corrente del parlamentare e quella per noi è la prova. Se poi ci siano stati degli errori, cioè bonifici che non sono andati a buon fine o altro, per noi non è possibile verificarlo”.

Sulle misure che verranno adottate dal M5S qualora dovessero essere confermate le irregolarità denunciate dal programma televisivo ‘Le Iene’, Toninelli ha precisato: “Chi ha barato sarà fuori ma vanno verificati. I nomi che sono stati scritti sui giornali sono sottoposti a verifica da parte del collegio dei probiviri, che è il nostro organo di valutazione interna dei comportamenti. Abbiamo creato un documento per la rinuncia alla candidatura e all’elezione e questo documento sarà firmato da coloro che hanno commesso degli errori. In Parlamento, la maggioranza 5 Stelle farà sì che le votazioni per le espulsioni dal Parlamento saranno veloci”.

Matteo Renzi, segretario del Pd, è tornato all’attacco. “Il punto” non è rimborsopoli o altro, ha detto su Rtl 102.5, “il problema è che alla fine non si sa più chi sia il candidato. Un cittadino che vuole votare Cinque Stelle si ritrova a votare scrocconi e truffatori. Ci sono delle truffe evidenti, acclarate e chi ha la responsabilità dovrebbe dire come stanno le cose”.

Sul caso ‘rimborsopoli’ è intervenuto anche il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, espulso dal M5S: “Promettono la lotta all’evasione e non riescono a controllare i rendiconti dei parlamentari – ha commentato su Radio Capital – Che ci fosse poco controllo nei rimborsi era noto, spesso le rendicontazioni sono state usate in maniera strumentale. Quello che trovo grave è che siano proprio i ‘caporali’, quelli più visibili in tv, ad aver falsificato la rendicontazione. Dubito fortemente di votare il Movimento Cinque Stelle. Saranno il primo partito – ha affermato – ma non credo abbia i numeri. E non credo neanche che siano un pericolo: sono molto più preoccupato di Trump e Berlusconi che ha fatto per 20 anni i suoi comodi. Casomai saranno immobili, come si vede a Roma”.

 

 

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