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Lo Sri Lanka abbassa il bilancio degli attacchi: 253 i morti. Si dimette segretario alla Difesa

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Le autorità dello Sri Lanka hanno rivisto il bilancio degli attacchi del giorno di Pasqua, abbassandolo da 359 a 253 morti, spiegando che alcuni dei corpi che hanno riportato gravi mutilazioni sono stati erroneamente conteggiati due volte. Il ministero della Sanità ha reso noto che l’annuncio giunge dopo che tutte le autopsie sono state terminate giovedì e che sono stati fatti i controlli incrociati con i dati relativi al Dna.

Si dimette segretario Difesa – Nel frattempo il più alto responsabile del ministero della Difesa dello Sri Lanka, il segretario alla Difesa Hemasiri Fernando, si è dimesso consegnando la sua lettera di dimissioni al presidente Maithripala Sirisena, che è anche ministro della Difesa. “Ha detto al presidente che accetta la responsabilità” degli attentati, spiega la fonte. Lo Stato dello Sri Lanka ha riconosciuto un “fallimento” nella missione di garantire la sicurezza nazionale, dal momento che era in possesso in anticipo di informazioni cruciali sul rischio di attacchi suicidi.

Kamikaze arrestato e rilasciato – Secondo quanto riporta la Cnn, inoltre, uno dei kamikaze della strage era stato precedentemente arrestato dalla polizia e poi rilasciato. Si tratta di Ilham Ahmed Ibrahim, che negli attacchi di domenica si è fatto esplodere al Cinnamon Grand hotel di Colombo, e che è uno dei due figli del tycoon delle spezie Mohamed Yusuf Ibrahim. Entrambi i figli, cioè Ilham Ahmed Ibrahim e il fratello Imsath Ahmed Ibrahim, erano già stati identificati come kamikaze degli attacchi. “È l’attentatore suicida del Cinnamon Grand che era stato rilasciato prima”, ha detto la fonte alla Cnn.

La polizia conferma inoltre all’emittente che sta trattenendo il padre dei due kamikaze, Mohamed Yusuf Ibrahim appunto, perché sospettato di avere aiutato e agevolato i figli. In un’intervista rilasciata alla Cnn, il premier dello Sri Lanka Ranil Wickremesinghe ha detto che diversi dei kamikaze erano sotto sorveglianza prima degli attacchi ma che non c’erano prove “sufficienti” per arrestarli. Il premier ha inoltre definito “sorprendenti” i loro profili, confermando che gli attentatori appartenevano alla classe alta e media e che erano ben istruiti e avevano studiato all’estero.

 

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