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Libia, 220 morti e oltre 1000 feriti: forze Gna lanciano controffensiva anti-Haftar

Foto AP-LaPresse - Tutti i diritti riservati

Si aggrava il bilancio delle vittime dei combattimenti a Tripoli da quando sono iniziati gli scontri in Libia: il dato fornito dall’ufficio sul posto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è di 220 morti (tra cui operatori sanitari, donne e bambini) e 1.066 feriti il bilancio

Nel frattempo le forze del governo di unità nazionale (Gna) con base a Tripoli hanno annunciato l’avviodi un contrattacco nei confronti delle forze leali al maresciallo Khalifa Haftar, a sud della capitale dove i combattimenti si sono intensificati. “Abbiamo cominciato la fase d’attacco. Sono stati dati ordini nelle prime ore della mattina di avanzare e guadagnare terreno”, ha dichiarato il portavoce dell’operazione militare del Gna, Moustafa al-Mejii.

L’annuncio arriva il giorno dopo una telefonata fra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Haftar su una “visione comune per la transizione in Libia, verso un sistema politico democratico e stabile”, come ha riferito la Casa Bianca. I due hanno discusso “della necessità di arrivare alla pace e alla stabilità in Libia”, ha fatto sapere la Casa Bianca, aggiungendo che Trump ha “ammesso il ruolo significativo di Haftar nella lotta al terrorismo e nella messa in sicurezza delle risorse petrolifere in Libia”. In vari quartieri della capitale nella mattinata si sono sentite esplosioni, mentre una squadra di AFP sul posto ha confermato una progressione delle forze pro-Gna ad Ain Zara, nella periferia sud di Tripoli, dove la linea degli scontri si è spostata qualche chilometro verso sud.

La Forza di protezione di Tripoli, coalizione di milizie tripolitane pro-Gna e appoggiate dalle forze antiterrorismo di Misurata, è avanzata anche a Wadi Rabie, sempre alla periferia della capitale, hanno fatto sapere fonti interne sul terreno, parlando di otto feriti. Sette raid aerei sono stati condotti contro postazioni militari dell’Anl, a sud di Gharian, così come contro la base aerea di al-Wotya, secondo un portavoce.

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