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La Procura di Milano contro l’Anac: “Ritardi rendono inutili le indagini”

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La Procura di Milano contro l’Anac. L’autorità diretta da Raffaele Cantone, si legge nel Bilancio di responsabilità sociale della Procura di Milano presentato oggi dal procuratore Francesco Greco, ha trasmesso “numerosi illeciti da cui si potevano desumere fatti di corruzione”. Tuttavia “il ritardo con cui le notizie sono state trasmesse e soprattutto le modalità di acquisizione degli elementi (acquisizione di documentazione presso gli enti coinvolti) hanno determinato una discovery anticipata, sostanzialmente rendendo inutili ulteriori indagini nei confronti di soggetti già allertati”. 

Whistleblowing. Nonostante la critica della Procura milanese, l’Anac oggi può dirsi soddisfatta, in particolare sul capitolo whistleblowing, la segnalazione (anche anonima) di attività illecite da parte del dipendente interno che ne abbia avuto conoscenza. Sono oltre due le segnalazioni al giorno in media e 334 fascicoli aperti nei primi 5 mesi del 2018. Rispetto al 2017, quando in totale i casi furono 364, dal punto di vista complessivo i numeri sono raddoppiati; nel 2016 erano 174 e nel 2015 erano 125.

Nel terzo rapporto annuale emerge un dato forte: il segnalante è un dipendente pubblico nel 56,3% dei casi (188 al 31 maggio 2018) e un dirigente pubblico nel 12,3% dei casi. Chi segnala lavora prevalentemente nelle Regioni o negli enti locali (36.2% dei casi). A seguire, altre amministrazioni (ministeri, enti, autorità portuali) 17%, istituzioni scolastiche (università, conservatori, licei) 16.8%, aziende sanitarie e ospedaliere (15%). Nel 2018 le tipologie di condotte illecite segnalate ad Anac più di frequente riguardano ritorsioni(demansionamento e trasferimenti illegittimi derivanti da segnalazioni: 25%), corruzione e casi di cattiva amministrazione (22%), appalti illegittimi (17%).

E pur se la stessa authority ammette che tra le criticità rimane quella della “scarsa fiducia nell’istituto del whistleblowing”, il presidente Cantone sottolinea gli aspetti positivi: “Nel rapporto emergono luci e ombre, restano alcune criticità della vecchia legge sulla tipologia. Migliora però la qualità delle segnalazioni e migliora anche la quantità“. L’aumento delle ‘soffiate’ è letto in maniera positiva, perché “significa che le persone non girano più la testa dall’altro lato. Non è il segnale dell’aumento della corruzione, è il contrario perché è il segnale dell’aumento dell’anticorruzione”.

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