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Dl Crescita, ok a rimborsi ai risparmiatori truffati e prestito Alitalia

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Di decreto Crescita si è parlato, con un tira e molla infinito, per il cosiddetto ‘Salva Roma‘ che M5S vuole inserire e la Lega collocare in un provvedimento a parte. In realtà, il decreto (diventato un ‘omnibus’ in cui c’è dentro un po’ di tutto), include una miriade di norme a favore delle imprese. Due pilastri molto importanti, poi, sono i rimborsi ai risparmiatori delle banche e il rinnovo del prestito pubblico ad Alitalia.

Sul primo versante, il meccanismo prevede un risarcimento a doppio binario. In un primo caso, per chi ha fino a 35mila euro di reddito imponibile nel 2018 o un patrimonio mobiliare sino a 100mila euro, ci saranno i rimborsi diretti, forfettari. Questi, nel limite massimo di 100mila euro, saranno del 30% per gli azionisti e del 95% per gli obbligazionisti.

Il doppio binario, che ha avuto il via libera di 7 associazioni con due voci contrarie, nasce dalla mediazione diretta del premier Giuseppe Conte, che ha ascoltato le diverse voci arrivando poi alla sintesi, facendo passare la “linea Tria”: non si rompe con l’Europa, si distinguono due classi di risparmiatori da risarcire, con modalità diverse, per evitare la possibile infrazione Ue.

Chi ha redditi o patrimoni più elevati non avrà un indennizzo diretto ma un “arbitrato semplificato”, che prevede una “tipizzazione delle violazioni massive”. Se, cioé, verrà appurato che la truffa rientra in una violazione già contemplata dal Governo, si verrà ascoltati da una commissione indipendente di 9 esperti, con un canale privilegiato per rivedere il denaro.

I due gruppi che si sono opposti alla proposta governativa sono il coordinamento ‘Don Enrico Torta’ e l’associazione ‘Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza’. Il presidente di quest’ultima, Luigi Ugone, sottolinea che nell’incontro non ha avuto modo di leggere il testo della norma. “Non mi prendo la responsabilità di dire sì a una cosa che non ho letto”, aveva spiegato. Erano seguiti tentativi di convincere le associazioni recalcitranti, senza successo.

Passando all’altro versante l’estensione del prestito ponte ad Alitalia compare all’art. 38 delle bozze circolate nelle ultime ore. Per rimanere a galla, è fondamentale che Alitalia possa contare sui 900 milioni prestati dallo Stato. In teoria, seguendo il testo del decreto semplificazioni del dicembre scorso, la scadenza è al 30 giugno 2019, ma è probabile una proroga. E questa, a quanto pare, potrebbe essere ‘sine die’: non verrebbe chiarito, insomma, quando l’azienda dovrebbe restituire i soldi.

Altra proroga potrebbe subire la deadline per la presentazione dell’offerta per la stessa Alitalia da parte di Ferrovie dello Stato, al momento fissata per il 30 aprile. Si fanno sempre più insistenti i rumors secondo cui anche questa scadenza verrà spinta più in là. Se è certo il coinvolgimenti di Fs, non si capisce quali altre aziende potrebbero aiutare la compagnia aerea. Si continua a parlare di un possibile ruolo di Atlantia, e questo nonostante i pessimi rapporti dell’azienda con il M5S dopo il crollo del Ponte Morandi.
 

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