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Decreto Dignità, si perderanno almeno ottomila posti all’anno

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Ottomila posti di lavoro in meno all’anno per il taglio dei contratti a termine e 200 milioni di gettito perduto dal settore del gioco (scommesse e lotterie) causato dal divieto di pubblicità. E’ quanto emerge dalla relazione tecnica al Decreto Dignità vidimato dal Mef in possesso di LaPresse. Il provvedimento, infatti, combatte il precariato ma, con tutta probabilità finirà per diminuire i posti di lavoro che, attualmente, le aziende mettono in campo grazie alla flessibilità concessa dai contratti a termine fino a 36 mesi (senza causale) dell’attuale regime. Stesso discorso per quanto riguarda il gioco: la buona idea di vietare la pubblicità del gioco d’azzardo genererà comunque una riduzione di scommesse che toglierà circa 200 milioni all’anno di ricavi.

Posti di lavoro – Dalla relazione emerge che tra gli effetti derivanti dalla riduzione del limite massimo di durata dei contratti a tempo determinato sarebbero 8mila all’anno le persone che resterebbero senza lavoro (perché prive di rinnovo contrattuale) su di un totale di 80mila contratti annui di durata superiore al nuovo limite. “Ai fini della stima degli effetti derivanti dalla riduzione del limite massimo di durata dei contratti a tempo determinato – si legge nel documento – sono state formulate, per le attivazioni di ciascun anno, le seguenti ipotesi:
numero annuo di contratti a tempo determinato attivati (al netto dei lavoratori stagionali, agricoli e P.A. e compresi i lavoratori somministrati) pari a 2 milioni, di cui il 4% (80.000) supera la durata effettiva di 24 mesi;
numero di soggetti che non trova altra occupazione dopo i 24 mesi pari al 10% degli 80.000 di cui sopra (8.000)”.
In parole povere significa semplicemente che, molto probabilmente, il 10% degli 80mila contratti superiori ai 24 mesi non verranno rinnovati e si perderanno.
– ma è anche probabile che le imprese fiiscano per utilizzare quasi esclusivamente i contratti da un anno (quelli per cui non è necessaria la casuale), con la perdita di un’altra quota rilevante: quella che oggi arriva a 24 mesi.

Giochi e scommesse – Come è noto il Decreto Dignità introduce il divieto di pubblicità per quanto riguarda giochi e scommesse. E’ evidente che, qui, molte famiglie risparmieranno una quota di quanto oggi viene giocato, ma è altrettanto chiaro che ne avranno un danno televisioni, giornali e siti internet d’informazione che vivono di pubblicità (sul tema si è già fatto sentire l’editore di La7 e di Rcs, Urbano Cairo).

Ma dalla relazione tecnica sul Decreto Dignità emerge inoltre che, in totale, tenendo conto della perdita del giocato la perdita di gettito sarà di circa 200 milioni l’anno, 198 per la precisione. Questo nel 2020 e nel 2021, mentre sarà di 147 milioni nel 2019 considerando che nel primo semestre la perdita di gettito sarà di circa la metà di quella che si avrà nel secondo semestre. Sulla base dei dati in possesso e delle informazioni provenienti dai concessionari si stima che gli investimenti pubblicitari e di sponsorizzazione nel settore dei giochi si aggirino, complessivamente, intorno a 150/200 milioni di euro con oggetto principale i seguenti giochi: Lotto, lotterie e giochi numerici (gioco del Lotto e giochi complementari, Gratta&Vinci, SuperEnalotto e giochi complementari);giochi a distanza (on line), in particolar modo le Scommesse sportive e i giochi da casinò.

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