Atac, multa Antitrust da 3,6mln. Referendum per liberalizzarla

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Ennesima tegola sull’Atac, municipalizzata del Comune di Roma che gestisce il trasporto pubblico locale. Nel giorno in cui i Radicali depositano in Campidoglio 33mila firme per indire un referendum e liberalizzare il servizio, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) multa l’azienda per 3 milioni e 600mila euro “misura ridotta – specifica l’autorità – tenuto conto della situazione economica disagiata dell’azienda”.

Si chiude così l’istruttoria avviata lo scorso novembre, che accerta una pratica commerciale scorretta nel trasporto ferroviario nell’area metropolitana della città. L’Atac avrebbe offerto ai consumatori un prospetto falso delle corse: nell’orario ufficiale diffuso nelle stazioni e nel sito internet l’offerta era frequente e cospicua, ma nella realtà si verificava una “sistematica e persistente” soppressione di molte corse programmate, senza darne notizia preventiva.

Per l’assessora pentastellata alla Mobilità, Linda Meleo, la multa è “l’ennesima dimostrazione di come l’azienda sia stata mal gestita nel passato”. Meleo fa riferimento all’inizio delle indagini, nel 2010, ben sei anni prima che il Movimento 5 Stelle arrivasse in Campidoglio. “Quello che ci troviamo di fronte – ribadisce – è eredità di una politica maldestra e poco attenta alle esigenze dei cittadini”.

Poi assicura, in un lungo post sul suo profilo Facebook, che nuovo Cda di Atac è a lavoro, “perché l’obiettivo rimane il risanamento dell’azienda. Vogliamo che il servizio funzioni e non sia più vittima di sprechi e inefficienze. Non è semplice come percorso, non lo è mai stato, sin dai primi giorni. Noi non andiamo avanti per interesse politico o per portare avanti slogan sterili e inutili, ma per riuscire a rimettere in piedi un’impresa dove lavorano tante persone e che serve i cittadini, il cui risanamento non è mero gioco politico, ma reale necessità per il bene della collettività”.

Meleo attacca anche l’iniziativa dei Radicali. Per l’assessora, aprire ai privati non è una soluzione e “non è quello che serve a Roma e ai cittadini”. “I Radicali – aggiunge – fanno campagna elettorale sulle pelle dei romani e sui circa 11.700 dipendenti che lavorano in azienda”.

Intanto il Codacons chiede ad Atac di indennizzare gli utenti, riducendo per il 2018 i costi degli abbonamenti mensili e annuali, perché i comportamenti sanzionati dall’Autorità “hanno prodotto un danno evidente e certificato alla categoria dei consumatori”. L’Associazione ricorda le denunce quotidiane lanciate contro il trasporto pubblico della capitale: “Per anni – spiega il presidente Carlo Rienzi – abbiamo segnalato come gli utenti romani subissero un servizio a singhiozzo, con corse cancellate, ritardi, frequenti guasti e disservizi di ogni sorta, al punto da portare il Codacons a definire alcune linee di trasporto pubblico, come la Roma-Lido, le peggiori d’Europa, per la bassissima qualità del servizio reso”.

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