A Firenze i funerali di Duccio, travolto e ucciso durante un inseguimento

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Si sono svolti questa mattina, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria a Cintoia a Firenze, i funerali di Duccio Dini, il 29enne morto lunedì scorso per le ferite riportate in un incidente stradale causato dalle auto di alcuni rom che si stavano inseguendo per un regolamento di conti. Il feretro è stato accolto dall’applauso dei tanti abitanti del quartiere che hanno affollato la piccola chiesa e le strade limitrofe. Ad officiare la messa, in forma strettamente privata per volere della famiglia di Duccio, don Massimiliano Gabbricci.

Per oggi il sindaco Dario Nardella ha proclamato il lutto cittadino: è prevista l’esposizione sugli edifici pubblici della bandiera della città abbrunata o a mezz’asta e segni di lutto sono presenti sui mezzi di trasporto pubblico e sui veicoli di servizio pubblico.

Il sindaco Nardella ha invitato ad osservare nei luoghi di lavoro un minuto di silenzio e raccoglimento alle 10 (l’orario dei funerali) e ad osservare nelle scuole ancora aperte un minuto di silenzio e raccoglimento. Inoltre, ha invitato gli esercizi commerciali ad abbassare le saracinesche per 10 minuti dalle 10 alle 10.10 e a osservare nei luoghi dove si terranno eventi pubblici di spettacolo o intrattenimento un minuto di silenzio e di riflessione su quanto accaduto in via Canova.

“Oggi ho indetto lutto cittadino per la tragica perdita di Duccio Dini – ha scritto Nardella su Facebook – Invito tutti ad osservare, nei luoghi di lavoro e nelle scuole ancora aperte, un minuto di silenzio e raccoglimento alle ore 10.00 in coincidenza con i funerali che si tengono in forma privata. Inoltre invito gli esercizi commerciali ad abbassare le saracinesche per 10 minuti, dalle 10.00 alle 10.10, e a osservare nei luoghi dove si terranno eventi pubblici di spettacolo o intrattenimento un minuto di silenzio. Firenze è unita più che mai nell’abbracciare la famiglia e gli amici di Duccio. Questo è il giorno del cordoglio. Ciao Duccio”.

Ieri il gip ha convalidato l’arresto in carcere per Amet Remzi, 65 anni, e Mustafa Dehran, 36 anni, i due cittadini macedoni accusati dalla Procura di omicidio volontario per la morte del 29enne, che domenica scorsa a Firenze, mentre era in sella al suo scooter, fermo a un semaforo tra via Canova e via Martini, è stato travolto da una delle auto che si stavano inseguendo e speronando.

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